Mamma Myriam vado a stendere i panni
(Campo Fossoli: i passi verdi della memoria; foto di Giulia Chiodetti, dicembre 2011 )
Mamma Myriam vado a stendere i panni
Quel bel sole d’ogni stagione riunì scene
contro l’azzurro
schermaglie del tempo che fu, i fili tesi per transizione
le mollette a molla di fionda
la bacinella ricolma di albe
con i battibecchi tra le lenzuola
come camiciole al ginocchio o le brache di papà Daniele
amo pensare alle voci asciugate ma virtuose al tatto
tradimento d’un acquazzone meno chiaro all’udito
seppure è passato l’orrore, la sua mano lisciando
vento di tempesta, diranno
si scriverà su ceneri sparse in pianure
ancora vanità, schermaglie del cielo che fu
cielo nuovo di uomini
mendicanti di decisioni con dita da soldati
e in tutta questa memoria combatto la mia notte
sorvolando trappole
quel filare di parole al collo, l’abbraccio certo
– vi aspetto.
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Quella “bacinella ricolma di albe” è lo stacco magistrale del poeta, che riscatta l’orrore senza cancellarlo.
Sei divina
Alex