L’infiorata di San Luigi Gonzaga

Un’ inquadratura fortuita, tra i sampietrini
il resto alto dei muri
fin su – mattoni fornace d’evo medio -
fin su la strettoia del cielo:
le mani dal tascapane scelgono petali e semi
anche soltanto per caso gli uni o gli altri
piccole mani, quasi un sogno di fiori
la strada nei confini di gesso
come parole puntigliose spiegazzate al vento fermo
le ho ascoltate
pensando al silenzio delle figlie dilette
andate scalze chissà per dove, un buio
un campo d’iride o la gola roca che inghiotte.
La notte d’estate accorcia le distanze
la via del Casalino chiude il mondo intero
apre ai passanti le speranze sorridenti
ma non dice nulla
la bambina che lavora con lena
- sarà fatto- ricordo che l’ho colto
in quell’attimo scarlatto sulle sue labbra.

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uno scorcio fuori dal tempo. forse
grazie Alex
ho provato a scriverti una e-mail ma mi è tornata indietro, forse ho memorizzato in rubrica l'indirizzo sbagliato
prova a scrivermi tu così riciapo indirizzo giusto
Ti ho ritrovata finalmente, infanzia dorata
p.s.
Sono Alex!
wowowo ti ho trovata anche io!!
sempre magnifica!
chicca
un saluto e un arrivederci a dopo il 26, che la vita ti sia propizia sempre!!
chicca